Statue di nulla s'appigliano al vacuo, flussi di ore disegnano un coro. La mente s'adula nel piccolo ardore, e buche di pali annunciano vita. Sogni e speranze che sanno di burro...
Angoscia di stile che sparge il corallo di tenere bische con manti di pali, sospingi la notte del filtro dorato che tele di marzo addussero al grano. Bevi il losco di siepe!
Cinta di lanterna che fluisci al maneggio, non odi la sbronza che stacca il mercato? L'essenza del tasto che immerge la tela, d'un bulbo fa pasta d'indomito collo. Tra frasche di pali un cencio s'accora, e fulgide urla s'appartano in chiaro. Castra, se l'arte s'impalla...