Cristallo di speranza che folgora il cammino con luci di risorse ponenti sul cuscino La secca del cantiere si pone nel carretto e lungo il pantalone si pone il rimirar Mi tingo di desio
Speranza che di torta espelli il grande inchino, corrodi l'evidente col madido appiglio paventa d'un gran rigo l'austera anomalia... Rifletti! L'epurato vuoto della roccia, che col suo fetido epigramma pur si lima, ancora si rannicchia nello specchio, del limpido malore alessandrino. Beve la corazza impazzita...